martedì 27 settembre 2016

OLTRE LA CASCATA "DOCTOR LUIS"






Due facce, una l’imponenza davanti agli occhi e l’altra la facilità nel poterla raggiungere  … sono sempre stati due aspetti che nella mia testolina hanno dato sfogo a riflessioni. Montagne talmente belle e grandiose nate in posti sbagliati.
Il Pordoi, affascinante, alto e fiero, i suoi colori, grigi, neri, gialli, un insieme di bellezza da togliere il fiato, ho salito diverse linee  passando parecchie ore in sua compagnia, mi piace il Pordoi.
E’ quella facilità d’accesso dove non serve portare la maglia di ricambio che mi lascia un po’ di amaro in bocca  … sicuramente tra qualche stagione l’amaro scomparirà trasformandosi in un dolce gustoso. In fondo Lui, il Pordoi non ne ha nessuna colpa, se ne stava sicuramente tranquillo e isolato finche l’uomo non ha creato strade, funivie e sentieri … magari poi, se fosse stato sperduto a ore di cammino, mica ci sarei andato!  Essere o non essere, sarà sempre un “senza risposta”


Pordoi



Sul lato sinistro della parete ovest, oltre l’imponente cascata che ad inizio stagione è spettacolo della natura nel corso degli anni sono state create diverse linee con diversi stili, Solda, maestro indiscusso nell’arte dell’arrampicata ha firmato la più logica, oltre cinquecento metri di placche, diedri e camini, vinti nel lontano 1953 in compagnia di Falconi. Ripetuta da fuoriclasse come Heini Holzer   e Sieglinde Walzl nell’inverno del 1976 e dal leggendario Pierluigi Bini in completa solitaria nell’estate del 1978.
Platter, Leoni, Maffei, Zuech … nomi importanti per vie importanti, gusti e stili diversi per un alpinismo presente bello da fare e da sognare.
Mi trovo la mattina con Maurizio, oggi andiamo ad arrampicare proprio lì, sul lato sinistro della ovest, oltre la cascata, nel bel mezzo c’è una via “moderna”, attrezzata in modo impeccabile con amore ed esperienza, le chiamano via “Plaisir”, ma difficilmente si salgono con le mani in tasca!
Ad aprirla è stato Roly, genuino arrampicatore amante della storia indiana … un vero “zingaro” delle pareti, di una modestia disarmante e di un intelligenza palpabile
Doctor Luis, una dedica ad un amico.
Giunti alla base, il fresco la fa da padrone, senza perdere tempo iniziamo a salire alternandoci su lunghezze dalla roccia stupenda, protette per godere il gesto con logica e bravura. Qualche spruzzo d’acqua ci “prende”, la cascata è vicina e l’ambiente molto bello … I rumori delle moto e del caos estivo sono scomparsi, o semplicemente inghiottiti dall’acqua che cade al nostro fianco.
 Su Doctor Luis si perde il tempo, si perdono le lunghezze di corda, la bellezza fa scomparire tutto … ci ritroviamo al termine della via, sull’enorme cengia circolare senza nemmeno accorgercene. Che sia durata poco? No! È durata il giusto perché rimanga un bel ricordo di una magnifica giornata passata in compagnia di un Amico su una stupenda via di un Amico per un Amico.
Scendiamo con calma a valle, stasera dovrei rientrare, ci salutiamo e … il giorno dopo mi ritrovo con Roly sotto il Pissadù, ma questo lo racconterò in un'altra occasione!



Torre Mozza



Per saperne di più e un affidabile relazione consultare questo ben fatto sito:
http://www.montialpago.it/page/luis.htm

Un Grazie a ROLY GALVAGNI per l'Amicizia e la disponibilità ... e per quelle stupende linee che ci regali.

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