venerdì 30 settembre 2016

PICCOLO GRANDE UOMO (libri Quasi introvabili n1)

Non sono un coraggioso, a volte mi butto, ma il coraggio è un altra cosa ... l'ho osservata diverse volte, ci ho pensato, mi piacerebbe, ma la "fama" di quella linea mi ha sempre tenuto lontano.
La paura si è impadronita della mia voglia e, Lei, la linea è rimasta nel "magari un giorno", anche se sono convinto che come il noto detto "Zucche e Meloni, le sue stagioni", non proverò mai.


Il bellissimo libro

Ho letto il Libro su Ruchin, uscito anni fa grazie alla sezione "Ercole Esposito"  dell'organizzato e vivo Cai di Calolziocorte e mi è piaciuto, ho conosciuto un "personaggio" di cui avevo solo sentito parlare, ho conosciuto la bravura e lo stile ...

Un Amico mi ha detto:
"Le vie di Esposito, non sono per tutti, Lui, Ruchin saliva sul marcio come se stesse camminando, piccolo e leggero". 




Scarpone 23 agosto 1942
Parete Ovest Monte Spedone  (Fracia)
"Reduci dalle Dolomiti di Agordo i due rocciatori del Dopolavoro 'Alfa Romeo' di Milano Ercole Esposito e Alfredo Colombo hanno conseguito una bella vittoria scalando per la prima volta e per la direttissima la paurosa parete ovest del Monte Spedone.
La larga cortina dolomitica che incombe sulla carrozzabile Calolzio-Erve e che domina con la sua imponente e paurosa mole tutta la Brianza è stata vinta dai due audaci scalatori nella giornata di domenica 23 agosto dopo oltre 14 ore di incredibili sforzi.
Dopo il fallimento dei numerosi tentativi, compiuti da rocciatori di grido il problema dello Spedone sembrava di impossibile risoluzione; ma la tenace volontà dei due 'alfisti' ha sfatato anche questa leggenda e il distintivo dell'Alfa brilla ora al sole della vittoria, fissato in uno dei punti più difficili della salita a dimostrazione dell'ardimento e della forza dei due baldi scalatori.
Richiesti di impressioni, Esposito e Colombo hanno affermato che mai, in tutte le loro precedenti scalate, sono stati continuamente impegnati così a fondo come per la nuova via sullo Spedone.
Il continuo strapiombo, la straordinaria friabilità della roccia, l'assoluta mancanza di appigli non hanno concesso loro un solo attimo di riposo. Per questo motivo la nuova ascensione è certamente una delle imprese alpinistiche più importanti realizzate in questo fatidico 1942. Ecco le caratteristiche tecniche della nuova via: chiodi adoperati 70, lasciati in parete 20, difficoltà VI grado superiore, tempo impiegato 14 ore.
La nuova via è stata dedicata con gentile e memore pensiero al nome dell'industriale lecchese ingegner Piero Fiocchi, recentemente scomparso, in ammirato riconoscimento delle sue doti di cuore e di mente e per l'opera altamente benefica da lui costantemente svolta".  

BUONA LETTURA

2 commenti:

  1. Lo Spedone ...E' lì da vedere come da fare. Se non lo guardi o lo guardi male,schiavo del pregiudizio,non lo farai mai.Come tutti.O quasi.

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  2. è li da vedere come da fare ...ma nessuno ora più lo fa, e non parlo del lato sinistro o del moderno, ma dell'Esposito.

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