martedì 18 ottobre 2016

G.A.N PRESOLANA



Anno 2006  "dal diario delle solitarie"

E' un po' che non scalo in Presolana da solo, e in questo periodo sono allenatissimo di testa, il resto bene o male viene da se.
Una sera un Amico mi ha detto che la G.A.N non è ancora stata salita in solitaria e io la G.A.N non l'ho mai fatta, quale occasione migliore per riornare in Presolana.
Ovviamente non aspetto molto, è sabato quando lascio la macchina nel parcheggio di Colere e mi avvio verso il rifugio Albani, l'avvicinamento forse più lungo, ma sicuramente il più  spettacolare ...
Al rifugio mi fermo giusto un attimo, giusto il tempo per ammirare la Grande Nord e proseguo per il versante Ovest. Una cinquantina di metri sotto l'attacco trovo un ottimo "sassone" adatto al bivacco riparato e, visto la mia esperienza decennale di campeggiatore preparo la "cameretta" per la notte. E' ora di mangiare qualcosa ... lo zaino contiene tutto, tranne il mangiare che sbadatamente ho dimenticato in macchina, rovistando trovo qualche eurino e, mio malgrado scollino nuovamente per comprare una fetta di torta all'Albani.
Sarà una cena ristretta, proverò a riempirmi sognando.
Tornato al mio riparo decido di attrezzare prima che faccia buio la prima lunghezza in artificiale, così domani se tutto va bene, scalerò il resto in libera.
Tirando i chiodi e usando le staffe raggiungo velocemente la prima sosta, il tiro artificiale è sotto di me ...bene Ivo, bravo Ivo.
La notte passa "lentamente", un sasso sotto il sedere, un sasso sotto la schiena, un sasso..tanti sassi microscopici che non fanno altro che infastidirmi! Non sono mai stato un bravo campeggiatore e la tenda la monta sempre Federica, come le catene da neve del resto.
Colazione .. briciole di torta e via veloce lungo la corda fissata. Ora si comincia veramente, lego la corda all'imbragatura e con parole chiare e ben scandite dico "Corda seguimi e non incastrarti mai".
L'arrampicata solitaria senza sicura è velocissima, il tempo corre ma anche l'alpinista può correre, niente soste da attrezzare, niente parole inutili, solo movimenti uguali, un susseguirsi di movimenti uguali.
Poco prima della Cima mi riparo sotto uno strapiombo, è arrivato un cattivo temporale, umidità e tuoni, lampi e acqua  ... lo vedo arrivare, scaricare e passare. Sono consapevole che i temporali in montagna siano una brutta cosa, ma (se non succede niente) sono anche affascinanti.
Cima, lunga discesa, nebbia, smantellamento cameretta da notte e risalita al colle, giù all'Albani e finalmente macchina ... Non abito lontanissimo da questa montagna, ma era un po' che non ci venivo .
MOLTO DIVERTITO.














PER saperne di più:
http://vertical-orme.blogspot.it/2013/07/le-pareti-di-ennio.html

BUONE ARRAMPICATE


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