lunedì 3 ottobre 2016

LO SPIGOLO STROBEL D'INVERNO

Maestosa
Sono le foto di chi sa fotografare che aiutano i miei sogni, la mia conoscenza, il voler sapere, scatti precisi, calcolati e "aspettati" tra mille altri scatti ... le Foto di Paolo non sono solo foto, sono PASSIONE! .
http://www.paolocolombera.it/blog/raccontare-le-dolomiti/schiara-e-dolomiti-di-zoldo/
E, grazie a questa foto, entro nella storia ... cercando momenti vissuti da Alpinisti speciali, trascritti su pagine uniche.
Un libro scorrevole e scritto in maniera semplice, tanti momenti nei giorni freddi, l'ho letto diverse volte, nelle stagioni propizie, ve lo consiglio . Qui sotto un breve pezzo a ricordo della prima invernale allo Spigolo Strobel compiuta da Renato Casarotto, Diego Campi (autore del libro) e Pierino Radin in tre giorni nel Marzo del 1974.

Da: E' INVERNO IN MONTAGNA di Diego Campi

Lo Spigolo Strobel  pag:27/28
“ … Arriviamo alla placca dei famosi chiodi a pressione. La spazzola di acciaio è rimasta con pochi fili, ma fa ancora il suo dovere. Pochi centimetri puliti e poi Renato torna indietro, si riposa, risale, pulisce ancora un po’, ridiscende.
E così va avanti finché si ritrova sopra il diedro.
“È fatta”,  penso tra me mentre lo guardo. Non gli ho mai staccato gli occhi di dosso e ora gli urlo tutta la mia ammirazione. Lui si gira verso di noi e per risposta alza una mano; non è molto lontano e posso vedergli il viso, per un momento disteso e felice.
È pomeriggio quando usciamo sulle facili rocce inclinate della vetta, scavando una trincea nella neve profonda dei canalini terminali.
La cima … è solo un breve passaggio. La discesa, facile d’estate, è ora un incognita. Renato vuole evitare un altro bivacco, dobbiamo raggiungere in serata la vecchia casera ai piedi della Rocchetta. Presto diventa buio, ma alla luce delle pile frontali continuiamo a scendere; attrezziamo tutte le doppie, materiale ne abbiamo tanto anche per questo. Ad un certo punto una corda non viene, si è incastrata. Piero decide di risalire per liberarla. Si toglie lo zaino e lo appoggia sul terrazzino senza assicurarlo.
Con gli autobloccanti comincia a issarsi sulle corde; noi gli facciamo luce con le lampade.
All’improvviso sentiamo un tonfo giù, verso il basso; guardo al mio fianco, lo zaino di Piero non c’è più. Le imprecazioni di Renato rompono il silenzio; se la prende con me; tento invano di spiegargli che il sacco non è il mio, ma non c’è verso di farglielo capire: devo incassare e stare zitto.
La tensione è alta perché la dentro c’erano un sacco piuma e quasi tutti i chiodi. Ora più che mai bisogna arrivare in fondo, è impensabile bivaccare così, senza protezione, dopo tutti quei giorni di continue fatiche. Finalmente la corda è sbloccata. Riprendiamo la discesa, tutto si svolge senza altri intoppi. Sprofondiamo sino alla pancia nella neve fresca del canale, ma ormai siamo arrivati in fondo. Tutto cambia, anche l’umore di Renato per la perdita dello zaino. Puntiamo rapidi alla capanna, che riusciamo a trovare in mezzo alla tormenta.
Appena entriamo, cerchiamo se c’è qualcosa da mettere sotto i denti, ma niente, dovremmo aspettare ancora. Sopra una mensola impolverata trovo però un tozzo di pane rimasto lì da chissà quanto tempo. Lo voglio dividere con i miei compagni, ma loro non lo degnano.
“Troppo vecchio, e poi sarà l’avanzo di qualche topo. Buttalo!”
“Buttarlo? Ma questi sono pazzi!” , penso tra me. Prendo il martello, lo rompo in tanti pezzi ed uno alla volta li metto in bocca, aspettando che la saliva faccia il suo effetto ammorbidendolo. Poi mi infilo anch’io sotto le coperte …”


Pierino Radine e Diego Campi sullo Spigolo Strobel marzo 1974
Strobel d'inverno

un Libro per sognare
http://www.cbt.biblioteche.provincia.tn.it/oseegenius/resource?uri=6466343

Buona arrampicata ... e GRAZIE Paolo per le tue insostituibili foto, spunti per sognare.

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