mercoledì 19 ottobre 2016

QUASI A RESPIRARE L'ALITO GELIDO DI UN MOSTRO ARCANO



L'effimera cordata

"Penetrammo per una quarantina di metri nelle viscere del ghiacciaio, quasi a respirare l’alito gelido di un mostro arcano, fino a trovare la soluzione suggerita da una fuga di luce verso l’alto. Fra quei meandri frangiati da trine di cristallo, quella fuga di luce ci risucchiò verso la brezza fredda che danzava con le onde nevose della superficie piana del colle. Proprio come un ponte simbolico verso la Brenva. Qualche giorno più tardi si fece la seraccata a sinistra della Poire. Occasione ghiotta per spendere parole gratuite: qualcuno disse che Comino e Grassi erano stati pagati per realizzare l’impresa; soldi presi da una nota ditta di abbigliamento. Questo, in fondo, fu amaro. Ma fu anche la dimostrazione che pochi capirono, compresero davvero: non si può rischiare la vita per denaro. E ancora: il mondo delle seraccate è la testimonianza di un mistero senza fine. Con Gianni Comino, insieme, penetrammo in pianeti di sconcertante e intatta bellezza; e fu in quei momenti, chiari, precisi, che si percepì l’effimera sensazione di non appartenere né al regno dei vivi e neppure a quello dei morti."

Estate 1979
Gian Carlo Grassi

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