venerdì 7 ottobre 2016

SORRISI NEL SILENZIO



Titus Prinoth e Martin Dejori sorridenti sulla cima del Gigante

Fermiamoci un attimo, almeno rallentiamo se possiamo, stacchiamoci dal tutto e ovunque, si, perché questo "semplice" scritto è un inno all'amicizia, alla gioia di fare senza che nessun rumore si alzi.
Due Amici, una grande parete, una linea misteriosa e temuta ... giornate fredde e corte.
Mi piace nel mio "invecchiare" osservare il nuovo che avanza, non guardo mai i gradi, quelli ritengo siano pur sempre numeri, e in matematica ero e sono una frana!
Quello che mi "aiuta" è lo stile dell'esecuzione, il come una cordata salga una parete, ripeta una via o apra una linea.
Amici capaci di primeggiare su qualunque terreno, capaci di risolvere i "problemi" da risolvere, con una naturalezza disarmante.  Mi piacciono questi  "Gardenesi", mi piace la loro semplicità. Il sorriso nelle foto, le notizie "sempre poche" di quello che combinano tra le montagne ... gente di Montagna, abituati alla montagna.
La storia dell'alpinismo è un evoluzione continua, e la loro "banda" entrerà sicuramente in una Storia Infinita.


La storia infinita - Agner Nord - 29-30 dicembre 2015
di Martin Dejori
 
Prima ripetizione della via dei fratelli Coubal aperta nel 1990, insieme a Titus
    
In attesa dell’inverno, normalmente ci si abitua alle giornate grigie, aspettando che l’acqua dell’estate si ghiacci e la neve ricopra i prati autunnali. Intanto la stagione fredda è iniziata, ma sci e piccozze sono ancora al loro posto, solamente le scarpette da arrampicata sono in uso continuo. Si avvicina la fine dell'anno e la voglia di intraprendere una via in roccia non è ancora passata.
Ci incontriamo domenica sera per decidere cosa fare nei prossimi giorni, ma come spesso accade, si rimanda tutto al giorno successivo… La mattina seguente, finalmente tutto è deciso e poco dopo siamo già in macchina, destinazione Valle San Lucano, Agnèr. Tre giornate in parete dovrebbero bastare per poter nuovamente essere di ritorno a casa, in tempo per festeggiare il Capodanno con relativo cenone e abbuffata di rito!
Con grande rispetto ci avviciniamo alla parete immensa, immaginandoci il tiro più difficile del quale un paio di giorni prima ho letto che lo si protegge con dei cordini intorno a spuntoni scavati dall’acqua.

Fortunatamente oggi acqua non c'è; tutto è perfettamente asciutto. Non come d’estate, quando eravamo tornati a casa vedendo la colata nera poco sotto alla cima.
Sotto le stelle partiamo presto dal bivacco Cozzolino. Godiamo il silenzio del posto selvaggio e aspettiamo la prima luce per non sbagliare i tiri iniziali. Subito tutto va via liscio, i tiri risultano meno difficili di quello che ci aspettavamo e la scalata è di grande piacere. Presto raggiungiamo la parte centrale meno ripida e un pensiero di salire in giornata si fa strada nella nostra mente.

Giunti sotto alle difficoltà, non sappiamo esattamente dove salire; il tempo vola e così non ci resta altro che bivaccare sotto il muro giallo. È un po’ stretto, ma stiamo bene. Dopo aver gustato la polenta non salata cadiamo in un sonno profondo.
Il giorno dopo tocca a Titus partire. Traversa a destra, raggiungendo l’unico posto dove sembra essere possibile passare. Anche se il freddo si fa sentire sale con bravura una placca ripida che dovrebbe essere il tiro chiave. Mette qualche friend e prova a immaginare quali fossero stati gli spuntoni utilizzati dai Coubal. Trova dei chiodi che segnano la via e con un altro tiro usciamo dalla placconata grigia.
Ancora qualche lunghezza facile con tratti nevosi e ci troviamo sul punto più alto di questa montagna di rara bellezza. Spesso ho ammirato la cima che assomiglia a una piramide di neve, pensando alle vie che portano su di lì. Oggi posso ammirare le montagne che circondano l’Agnèr e intanto sognare di nuove vie da fare il prossimo anno...







UN GRAZIE A MARTIN, TITUS E ALEX per il loro vedere e andare in Montagna. FORZA RAGAZZI.

http://ivoferrari.blogspot.it/2016/09/il-gigante-di-pietra.html

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