martedì 11 ottobre 2016

TRAVERSATA CAMPANILI DI VAL DI RODA


Dopo la salita invernale in compagnia del “Sindaco” alla via Andrich-Bianchet  alla Cima di Val di Roda, il mio interesse si era spostato alla logica traversata di tutti i Campanili di Val di Roda, ma l’interesse a volte non si incastra con il tempo a disposizione, non sempre ma, se si aspetta il giusto momento …
Prendo la prima corsa della Funivia del Rosetta,  tutto quel dislivello non è pensabile stamattina nella mia testa, alle gambe non chiedo nemmeno. 
Ho anche l’occasione di ritrovare Alessandro che lavora all’impianto, quattro chiacchere e un sorriso … Fa freddo stamattina e il cielo non è azzurro come vorrei, ma sopra quelle formose nuvole, mi hanno detto che c’è sempre il sole.
Avvicinamento comodo, in discesa, giù come un razzo che ha perso la carica nel tempo ma conosce la direzione, incontro  e saluto i primi escursionisti provenienti dal Rifugio Pradidali, il mio sorriso è sempre stampato su quella faccia che mi è stata data. (bella!)
Dopo un traversone dalle pendenze pendenti, arrivo sotto la Torre San Bartolomeo, inizio della cavalcata, indosso le risuolate scarpette e comincio diretto verso l’alto, l’esperienza mi ha fatto portare anche una corda, o meglio, visto che le bugie se non si possono dire non si possono nemmeno scrivere, è stata Federica che, leggendo la relazione mi ha consigliato di portare la corda e seguire il buon senso.
L’arrampicata scorre via piacevole, con il giusto uso dell'attenzione
visto i continui cambi di pendenza, le Torri si susseguono, collegate da brevi discese a corda (Grazie Federica).
Sbaglio diedro e parlo il dialetto bergamasco per rimettermi sulla retta strada,  il freddo è diminuito con l’aumentare dei battiti del cuore, ma il sole non vuole farsi vedere oggi!
Un vecchio chiodo ruba la mia attenzione, qualche minuto di “malizia” mischiata alla fortuna e, sale verso l’alto in mia compagnia.
Impossessarsi di un chiodo in montagna è come cogliere una Stella Alpina, da non fare, ma la scusa che mi invento è che … fuori via si può!.
Verrò sicuramente punito per tutti questi anni di “scuse” ingiustificate, ma il collezionismo porta il collezionista a diventare o nel mio caso “essere” un peccatore!
Pagherò il conto.
Proseguo più pesante, più stanco e infreddolito,  deciso ad arrivare in cima al più presto. La cima è sempre a metà della giornata, la cima è il punto dove inizia la discesa.
Cima.
… Torno in Valle di San Lucano dove la “banda” mi aspetta, i figli sono intenti a giocare, un distaccato saluto mi fa pensare che non si siano nemmeno accorti della mia assenza. 
Il resto è un Cedrata alla Locanda Col di Prà e una meravigliosa doccia.
i Campanili durante l'avvicinamento




Buone arrampicate

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