lunedì 7 novembre 2016

D'INVERNO IN GIORNATA


"Il diedro Philipp era il mio sogno segreto, l'obbiettivo del mio arrampicare, in cui si sarebbero concretizzati alcuni aspetti fondamentali del mio pensare e di quello che intendo per evoluzione dell'alpinismo. La mia sfida, di cui almeno in Dolomiti rivendico la paternità, era affrontare vie lunghe e difficili, su pareti nord, in giornata e in libera, con le scarpette e poco materiale, senza preparazione della parete e senza contatto radio ..."

Renato Panciera



                                                      INVERNO 1988

Il 26 Dicembre, Renato Panciera e Mauro Valmassoi bivaccano ai piedi del Diedro Philipp-Flamm, la parete non è molto sporca, ma la Civetta e i suoi camini terminali regaleranno sicuramente sorprese, le giornate sono le più corte dell'anno, il freddo è quello di una Nord-Ovest ...
Poco prima dell'alba iniziano a salire, niente scarponi ai piedi, indossano scarpette d'arrampicata con sopra calzettoni di lana cotta , lo zaiono è leggero. Salgono veloci, talmente veloci che alle 13 entrano nei famosi camini terminali, e qui tutto si complica, all'interno la neve non manca, Renato davanti arrampica sui lati mentre Mauro che segue da secondo indossando lo zaino è costretto ad entrare nel fondo dei camini arrancando nella neve polverosa.
Il tempo passa e alle 17 la luce lascia il posto al buio serale, mancano ancora tre lunghezze alla cima, l'arrampicata si trasforma in lotta e metro dopo metro finalmente i due escono  sulla cresta resa infida dal ghiaccio e da un vento gelido ... Il  Philipp in giornata d'inverno è realtà!
La discesa impegna i due audaci per l'intera notte e, con le prime luci del giorno arriva anche il sole  che li accompagna fino a Pecol di Zoldo.
Grande salita!
Renato e Mauro

                                      *************
Lessi della salita sulla rivista Alp, mi colpì la foto di Renato con i calzettoni sulle scarpette a suola liscia impegnato nel Diedro, non capii subito il reale valore della salita convinto che l'alpinismo invernale fosse solo "sofferenza" e "lentezza". Difficile da capire in quel momento, loro, Renato e Mauro stavano varcando nuove frontiere, sperimentano la velocità che in Dolomiti d'inverno non era ancora "realtà", cosa per altro ancora pochissimo reale. Una salita lampo con uno stile impeccabile, quello dei grandi arrampicatori. Un bel messaggio alla storia complessa dell'andare in verticale .
ivo
Il Libro/Bibbia sulla Civetta

Nessun commento:

Posta un commento