venerdì 16 dicembre 2016

LA STREGA



LA NORD RIDOTTA IN BRICIOLE

Una giornata da passare tra i monti, una giornata come tante di quelle che preferisco, che aspetto durante la settimana, che mi aiutano a stare meglio. Il sabato e la domenica sono proprio una bella invenzione! E la mia passione… una fortuna!
Col compagno di tante uscite, di tanti “immaginabili” discorsi, sto salendo sotto la Nord, sotto la regina delle montagne bergamasche. La via scelta non conta poi più di tanto: l’unica cosa che ci interessa è arrampicare e… sulla Nord è una danza verticale! Saliamo a velocità… lenta, quella che il ripido sentiero richiede ai polmoni. Saliamo verso il rifugio Albani, tappa quasi obbligatoria prima della Nord. Fuori, un gruppo di persone si sta preparando per andare non so dove: non sono armati per la parete, sembrano più rilassati, gente da escursionismo, gente che suda diversamente per arrivare quassù.

Ci fermiamo per cambiare le magliette, fradicie di sudore… alpinistico e sento un profumo che non proviene dalla cucina: troppo presto per pastasciutte o polenta! È un profumo diverso, quasi unico…

«Caspita, Ivo, non distrarti» mi dico mentalmente. Così copro velocemente il mio fisico scolpito da anni di… diciamo solamente il mio fisico, che è meglio, e… tra le persone una ragazza cattura i miei sensori: tutti gli allarmi cominciano a lampeggiare! Una ragazza bellissima e… capisco subito che la famosa Nord sta perdendo velocemente il suo fascino.
Mi avvicino al fiore profumato: uno sguardo dolce e un bellissimo sorriso fanno definitivamente crollare, riducendola in un ammasso di sassolini, la grande parete… povera Nord! Scambio frettolosamente due parole e la meta odierna diventa il Monte Ferrante: niente armi, zaino leggero e sudore diverso!
Cavolo! E il mio compagno? Stavo dimenticando che in cordata si va in due e… devo assolutamente inventarmi una scusa: come fare a spiegargli che camminare (a volte) è più che arrampicare? Ma OT è un compagno straordinario: insieme formiamo una bella coppia sul verticale, insieme formiamo una bella coppia in… discorsi sconci! OT è talmente speciale che mi basta guardarlo perché lui capisca che oggi è una giornata persa: niente arrampicata per nessuno e per lui ore d’attesa. Lo vedo sistemare lo zaino: con un sorriso mi dà il “permesso” di congedarmi da lui. «Ci vediamo stasera, Ivo, poi mi racconti»: poche parole e io sono felicissimo!
Cammino tranquillo: il sole è caldo nel cielo e accanto a me una ragazza sconosciuta. Ma poco importa: il sangue mi gira talmente forte nelle vene che mi sembra di conoscerla da una vita. Ci raccontiamo di tutto: io, senza vergogna, le racconto un sacco di bugie, le dico che sono fortissimo, come Superman. Gli uomini, quando incontrano le donne, NON CAPISCONO PIÙ NIENTE! Lei sorride: sa di sicuro di possedere la “criptonite” per rendermi un agnellino.
Arriviamo in cima al Ferrante: c’è parecchia gente ma io, nella mia testa, sono solo con lei, come se fossi dentro una bolla. Ho poco cibo con me ma, gentilmente, le offro tutto: potrei vivere giorni senza mangiare, mi basterebbe stare a guardarla! Poi ci scambiamo gli indirizzi, ci accordiamo per rivederci, tutto fila liscio e scendiamo: una volta al rifugio mi congedo con un sorriso.
Per un po’ ci siamo frequentati: abbiamo scalato insieme, ci siamo divertiti… Poi, all’improvviso, lei è dovuta partire: l’estero l’ha rapita dai miei occhi ma non è più uscita dal mio cuore.

[...]

Ci cambiamo velocemente: fuori dal rifugio ci sono diverse persone. OT è accanto a me e mi guarda. Io lo fisso e scoppio in una risata: ora la Nord è tornata la Nord, grande, bella e fredda!
Saliamo lungo una bellissima linea e, giunti ad una sosta, OT mi chiede: «Ricordi quando hai conosciuto quella ragazza… come si chiamava?». Rispondo vagamente: «Certo che mi ricordo: si chiamava Morgana». Un attimo di silenzio e, mentre OT riprende a salire, dalla mia bocca esce un’ultima frase: «Morgana, sì… sicuramente il nome adatto a lei! Che con i suoi poteri non poteva che essere una strega!».

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