lunedì 19 dicembre 2016

SCIANDO AL BUIO




Salve, io mi chiamo Gab che, non è un diminutivo, ma il mio nome per intero. Quando sono nato mia madre voleva chiamarmi Gabriele, ma il papà non era d’accordo, diceva semplicemente che la mia faccia non era adatta al nome “Gabriele”.
Alla fine, dopo discussioni e sorteggi mi hanno chiamato Gab, così la Mamma è stata accontentata per metà!
Di professione faccio il maestro di sci a ….. nulla di strano se non fosse che io dalla nascita, da quando mi hanno chiamato Gab, sono cieco!
Un maestro di sci cieco, non è cosa comune, e posso immaginare la perplessità di chi, dopo aver investito un capitale nella tanto attesa settimana bianca si vede affidare il proprio figlio per l’insegnamento dello sci ad un cieco con la divisa da sciatore.
Conosco alla perfezione le piste ed ogni singolo dosso. Prima che la stagione inizi, ogni santo anno inizio per primo a scendere in compagnia di Elisa, una mia cara Amica che di mestiere fa la maestra di sci come me. Lei ci vede molto bene e, a detta dei colleghi è molto bello vederla .. imparo a “sentire” la neve, che negli ultimi anni è molto più chimica di una volta! Scendo e ridiscendo, salgo e respiro l’ambiente, così quando gli alberghi iniziano a riempirsi, io sono pronto. E’ un mestiere che mi piace, sciare è l’essenza della leggerezza e quell’aria fredda che ti entra nei polmoni e si sente sul viso sono la mia vita…


La sera non rimango chiuso nella mia camera, esco e partecipo a feste, cene, discussioni … ogni settimana cambiano le facce, per me una sola faccia.
"Ciao Elisa, mi presenti le tue amiche?” e mi siedo al tavolo con loro, la sala è piena lo sento dai rumori e dagli odori, oggi è stata una giornata limpida, tutti hanno sciato, tutti vogliono divertirsi e rilassarsi, tutti tranne Franz e il suo staff, che di sera lavorano duro, ma incassano pesante!.
“Questo è Gab, un mio collega, l’avrete forse incontrato oggi sulle piste, Lui è il maestro dei Bambini, ci sa fare con i Bambini”

Ora tocca a me, non rimango mai senza “argomenti”

“Salve, mi fa piacere conoscervi, non so se vi hanno detto o, magari ve ne siete accorte, io sono non vedente, però sento bene i profumi e capisco dalle vostre voci che siete oltre che contente anche molto carine”.

Non è che sia una certezza, avere la voce bella non vuol dire essere belli, ma ho imparato che se vuoi qualcosa la ottieni solo con la gentilezza!
La sera si allunga in parole, sorrisi, qualche birra di troppo, allegria e molte mie gentilezze .
Ora prima di invitarvi a sciare nel nostro comprensorio, devo dirvi, sì perché molti di voi penseranno che recitando la parte del gentile al tavolo di  Elisa  prolunghi la sera trasformandola in notte con qualche bella cliente che oltre ad amare lo sci e la neve, senta il bisogno di provare un Cieco con un nome abbreviato per accontentare per metà la propria Mamma?
No, non finisce mai così e non perché non ami il gentil sesso e, nemmeno perché aspiri al Paradiso, ma semplicemente perché io come ogni stagione, da molti anni ormai inizio scendendo per primo, memorizzo tutto e mi faccio trovare pronto grazie a Lei, i colleghi dicono che sia bellissima, ma loro arrivano sempre dopo …

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