domenica 15 gennaio 2017

CORONA IMPERIALE


http://www.andregeorges.ch/



L’alpinista è da sempre il più fantasioso sognatore, deve esserlo, altrimenti il gioco diventerebbe calmo e senza scopo. L’alpinista si alimenta con i sogni... A volte qualcosa si trasforma in realtà, ma niente in confronto a quello che il “sogno” ci vorrebbe far fare.
Penso che una delle massime espressioni dell’andare in Montagna, sia rimanerci il più possibile, cercando di cogliere tutti gli attimi del giorno, dei giorni, della notte, delle notti.

Concatenare ne è l’espressione!
Un tiro, due tiri, cento tiri, un'ora, due ore, cento ore... Vivere a pieno dall’alba al tramonto cercando quel limite che cerchiamo da sempre. I polmoni che scoppiano, le braccia che fanno male, senza pensieri esterni se non il pensiero interno, quello di essere lì a cento, mille all’ora!
Nella storia tra l’uomo e la Montagna, i concatenamenti esistono da sempre, lunghi e corti, su roccia e neve, lungo creste e spigoli... Come non ricordare il forte alpinista belga Claudio Barbier e la sua “giornata” sulle Cime di Lavaredo nei primi anni sessanta, o l’inventore dei concatenamenti moderni, Nicolas Jaeger, che nel 1975 salì in successione il Grand Pilier d’Angle ed il Pilone Centrale del Freney.
E poi Boivin, Profit, Berhault, Cominetti, Dumarest e Borgnet... tanti e molti altri nomi entrati nella “storia” con concatenamenti più o meno lunghi, tutti bellissimi e frutto di preparazione e idee meravigliose.

1986, Inverno, molta neve e tempo instabile, freddo, un’idea nata in tante teste si tramuta in realtà: due dei più forti alpinisti del momento, gli svizzeri André Georges ed
Erhard Loretan, riescono in diciannove giorni di sforzi a concatenare trentotto cime del Vallese, di cui trenta oltre i 4000 metri!

Diciannove giorni invernali senza mai scendere sotto i 3000 metri. Nel suo avvincente libro “Gli 8000 ruggenti” Loretan descrive con semplicità quelle giornate: tanta fatica ma tantissima Amicizia... A volte cerco d’immaginare quelle giornate, ma la mia immaginazione si ferma sempre ad un punto di domanda, non riesco ad andare oltre, troppo freddo, troppo faticoso, troppo impegnativo! Sfoglio i trafiletti di giornale ritagliati all’epoca della salita, meglio dire delle salite, visto che una cavalcata di quel genere era salire, scendere e risalire su cime difficili singolarmente... e in inverno!

Credo che la loro “galoppata” abbia alzato l’asticella dei sogni di tanti, molti alpinisti. Credo che tutti abbiano il loro concatenamento personale nella testa, in solitaria o in compagnia. Credo e auguro a tutti di portarlo a termine nel migliore dei modi, come fecero due grandi alpinisti, due formidabili Amici.

Buona Montagna... credo!


Loretan a sx e Georges a dx

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