giovedì 26 gennaio 2017

LA REGINA


L'appuntamento è alle 5 del mattino, io sono stato spinto fuori dal caldo letto da Federica, che ha imparato a capire la mia "attuale" difficoltà nello svegliarmi. Destinazione Presolana, la Regina Bergamasca, versante Sud, salita super classica, voglia alle Stelle! Con me, Angelo, instancabile cercatore di sensazioni.
Il buio ci accompagna lungo strade ancora deserte, il freddo rimane fuori dall'abitacolo riscaldato a dovere ...
Muoviamo i primi passi che la luce del giorno sta nascendo, timida e infreddolita dietro ombrose cime ... Angelo è un "fortunato", la sua circolazione sanguinea non è certo la mia, non sente freddo, ha sempre le mani calde e può permettersi di non usare i guanti, nemmeno lungo i canali nevosi ...
I quattro passi che servono ad arrivare sotto l'attacco vero e proprio dello Spigolo, se contati sono centinaia e centinaia, tutti simili, faticosi.
Parte Angelo, la prima lunghezza è all'estrema sinistra dello spigolo, in ombra, fredda😯. Quando lo raggiungo sono "duro" come un pezzo di ferro freddo, perché non "lasciarlo" continuare anche per la seconda 😝.
Poi il sole mi viene in aiuto e "risolvo" con una grande pompata di braccia la lunghezza del traverso, che con gli scarponi ai piedi non è per niente scontato! In sosta penso alle volte che ho salito questa storica via, ai primi salitori che si lanciarono lungo questa logica e ardita linea all'ora solo immaginaria.
Continuiamo verso l'alto sotto un cielo azzurro, calziamo i ramponi usciti dalle reali difficoltà, la cresta che dal basso sembrava "pulitissima" una volta "presa" richiede colpi decisi con gli scarponi, neve e ghiaccio, condizioni superbe. La cima è spettacolo non solo per gli occhi, il cuore assorbe tanta bellezza ... il versante Nord è orlato di cornici ... Un po' di foto, la dovuta e sentita stretta di mano ed iniziamo a scendere lungo il Canale Bendotti, brevi doppie (abbiamo una sola corda) e lunghi tratti picca e ramponi, con la calma che serve e la dovuta attenzione scendiamo verso il comodo sentiero alla base della sud ... il resto è una cioccolata, un panino e una coca cola al Bar Piccolo Museo, dove l'accoglienza e la Gentilezza sono da sempre una garanzia.






















la "vecchia" guardia ...barbe bianche







Tratto da: "Le Alpi Orobiche" del CAI di Bergamo  anno 1931

"Ogni volta che uno di noi saliva alla Presolana, spingeva lo sguardo sull'ardito spigolo sud, che divide nettamente in due la parete omonima e si fissava in noi l'idea di poterlo un giorno scalare. Il 20 giugno, ci portiamo a Bratto in compagnia del dott. Piccardi con l'intenzione di studiare l'ascensione molto da vicino. Piccardi ci esortò a tentarla anche perché già altri ottimi scalatori l'avevano tentata, e altri la volevano tentare, e gli dispiaceva che degli alpinisti non bergamaschi dovessero scalarlo per primi.
Lo spigolo fu per noi un incubo che non ci lasciò dormire tutta la notte. Alle ore 4 eravamo già in piedi, dopo di aver sorbito il caffè, ci avviammo su per la salita che ci porta alla base. Il dott. Piccardi ci fu largo di consigli e d'istruzioni; una stretta di mano, cordiali auguri e ci lasciammo. Scegliamo l'attacco all'identica altezza del Salvadori (però molto a destra di questo) ove lasciammo un sacco e le scarpe; ci leghiamo, e in bocca al lupo.
Nei primi 40 metri troviamo della roccia buona e ricca di appigli, che ci porta direttamente in pieno spigolo, poi incominciando il lento lavorio di chiodi, sormontiamo una placca molto verticale da destra a sinistra, e per un piccolo canale un po' erboso, passiamo la prima gobba e da questa su di una piccola cengia, dove appigli scarsi, ma buoni, ci portano a una placca liscia e strapiombante, solcata nel mezzo da una piccola fessura, che superiamo a forza di braccia, col corpo nel vuoto.
Sorpassata questa ci troviamo su di un'altra placca, ricca di appigli, che ci conduce a due piccoli gendarmi quasi sotto lo strapiombo terminale.
Allora ci portiamo più a destra, abbassandosi per circa tre metri e per una sottile cengia che attraversiamo carponi, troviamo una piccola fessura che riusciamo a sorpassare. Fin qui tutto andò bene, abbiamo adoperato 6 chiodi e uno è rimasto nella fessura strapiombante.
Riposiamo, ci rifocilliamo, e facciamo fotografie. Dopo di esserci ancorati ci abbassiamo di 2-3 metri, sorpassiamo 2 gobbe per aderenza di corpo e per una piccola cengia arriviamo a un piccolo pianerottolo, sotto lo strapiombo terminale. Un buon chiodo di ancoraggio (che non riusciremo poi a levare) e tentiamo per tre volte di sormontare lo strapiombo; ma è fatica inutile, abbassandoci a destra con l'aiuto di tre chiodi, arriviamo di nuovo a un piccolo pianerottolo, e da qui per un salto non troppo difficile ci portiamo sopra lo spigolo.
Qui la fatica è terminata e per una facile cresta arriviamo alla Centrale e con degli Uebini , che avevano fatto la Sud e il Canale Salvadori ci avviamo alla Occidentale e scendiamo alla Grotta dei Pagani. Da qui, dopo aver fatto un ottimo pranzo, ritorniamo a pigliare le nostre scarpe e il sacco e rimiriamo questo spigolo, contenti che sia stato salito per la prima volta da alpinisti Bergamaschi".

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