venerdì 6 gennaio 2017

SOLO SULLA "DIRETTISSIMA"


le Tre Cime di Lavaredo

Negli ambienti alpinistici, la "direttissima" viene giustamente considerata come uno degli itinerari su roccia più difficili di tutte le Alpi. Ancora oggi infatti ci sono cordate costrette a bivaccare due volte.
Quando il 20 settembre 1959 Claude Barbier fa ritorno al Locatelli dopo aver compiuto la prima solitaria della Cassin alla Ovest, la graziosa Maria gli chiede: "Dove sei stato?" "Sulla Cassin!". La ragazza stenta a prestagli fede, quando il belga prosegue. "E quale prossima meta, ho in mente la "direttissima", sempre da solo".
La ragazza rimane un attimo in dubbio, poi replica "Sì, sei abbastanza pazzo per farlo!".
Tuttavia un altro "pazzo" lo precede: il tirolese Karl Flunger che compie, il 6 luglio, la prima salita solitaria della "direttissima".
Chi è mai questo scavezzacollo?
Sono pochi a conoscerlo, e non si sa molto di lui. Karl Flunger proviene da Mutter, nel Tirolo ed ha 21 anni. E' un figlio della montagna; non c'è quindi da meravigliarsi se aveva cominciato già da piccolo ad arrampicare. La Kalkogel, il Wetterstein ed il Karwendel erano stati i suoi terreni di gioco favoriti. Il simpatico spilungone aveva aperto insieme a Jorg Fiedler una nuova via d'estrema difficoltà nella parete est del Martin, una cima che si staglia sopra la carrozzabile da Innsbruck a Zirl.
Poi ecco la sua grande occasione sulla "Direttissima". Nella parte inferiore della via passa la sua corda in pochi chiodi, ma nella zona dei tetti si autoassicura regolarmente. Sale in alto, sempre più in alto ...
Terminata la salita Flunger inforca nuovamente la motoretta ed abbandona le Tre Cime. Non ha destato nessuno scalpore colla sua formidabile impresa. E' troppo timido per farlo.
Poco tempo dopo, eccolo innalzarsi in direzione della vetta della Schusselkarspitze. Questa volta ha con sé un compagno. Hanno ormai dietro alle spalle tutte le difficoltà della parete sud-est e procedono lungo un pendio inclinato. Improvvisamente ecco l'evento tragico, inconcepibile: uno dei due precipita trascinando con sé l'amico nell'abisso.

TRATTO da: Helmut Dumler  LE TRE CIME DI LAVAREDO
Tamari Editori  pag. 189/190

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