mercoledì 22 febbraio 2017

LA GRANDE CAVALCATA


 ...Non mi riesce di dimenticare ...

                                              LA GRANDE CAVALCATA
C'era una volta l'Himalaya e qualcuno pensò di portarvi la mentalità alpinistica del vecchio continente. Cominciarono così a salire quelle montagne nel cosiddetto stile alpino. A qualcun altro oggi è venuto in mente di fare proprio il contrario, cioè trasferire l'impegno, le difficoltà e soprattutto la durata di una salita himalayana sulle Alpi. Detto e fatto: Erhard Loretan e André Georges hanno prenotato tre settimane bianche consecutive, dal 14 febbraio al 4 marzo, alla "Corona Imperiale" di Zermatt. In settimana bianca, si sa, la più grande incognita restano le condizioni metereologiche: se fa brutto è proprio un grosso fastidio, bisogna essere fortunati nella scelta del periodo. Erhard e André non lo sono stati molto, per la verità: per ben undici giorni hanno avuto condizioni di tempo brutto per non dire pessimo, bilanciati da sole sette giornate di vero bel tempo.
La "Corona Imperiale" è la cerchia di montagne che contorna Zermatt. Molti problemi si ponevano per la realizzazione di un progetto di questo tipo, primo fra tutti quello del rifornimento di viveri, non essendo nelle intenzioni dei due scendere sotto i 3000 m di quota per tutta la durata dell'impresa. Ci hanno allora pensato gli sponsor, in particolare l'Air Zermatt, che per otto volte si è fatta carico di trasportare il necessario ai due nei punti prefissati. Si trattava poi di valutare la reazione psico-fisica allo sforzo prolungato nel tempo, in condizioni sfavorevoli e severe come quelle invernali: 10-20 ore giornaliere di fatica non sono cosa da poco. André, dal canto suo, ci aveva già provato due volte, in anni precedenti, trovando prima nel maltempo un ostacolo insuperabile, poi rischiando la vita, travolto con un compagno da una slavina.
L'itinerario è semplicissimo: seguire per intero le creste che vanno da Grachen a Zinal, superando in successione 38 cime, 30 delle quali al di sopra dei 4000 metri, tra cui quelle del Mischabels e del Monte Rosa, il Cervino e la Dent Blanche; in pratica tutte le cime più alte della Svizzera.
Come si diceva, l'ostacolo maggiore è stato il maltempo, cosa per altro prevista. Per dieci giorni ha nevicato abbondantemente, spesso con violente tempeste, tanto da costringere i due a restare per tre volte bloccati un'intera giornata in tre diversi bivacchi, almeno per far asciugare i vestiti! Oltre ad utilizzare le strutture fisse esistenti sul loro percorso, i due hanno affrontato sette bivacchi all'aperto!
Il 4 marzo l'avventura si è conclusa a Zinal. Racconta Loretan: <<Non abbiamo mai pensato neanche per un momento di abbandonare l'impresa; il nostro stato di forma migliorava di giorno in giorno: non c'era proprio motivo di ritirarsi. D'altra parte, il quotidiano "La Suisse", che era tra gli sponsor, usciva con titoli come "Quattromila, di fila", oppure "A tutta birra!" o ancora: "Fantastica Cavalcata". Con che faccia avremmo potuto presentarci in valle? ... Anche noi, però, che dall'alto delle nostre vette abbiamo visto l'affannarsi degli uomini, tuttavia siamo infine, scesi, per riprendere questa vita da formiche ...!>>

Da Alp n15 luglio 1986



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