lunedì 3 aprile 2017

UOMINI INUTILI


Là pe se reppe   di Alberto Graia

Sperlonga ti ruba l'anima con la sua bellezza, con Noris il mio amichetto arriviamo presto, come fanno quelli di una certa età,  siamo venuti per  fare una bella via che lui non ha mai fatto,
Uomini inutili, una via di 5b che molti considerano un grado facile (beati loro) ma è una linea bella e già questo basterebbe assai, ma in questo periodo per me ha un valore aggiunto, ha pochissime protezioni e nemmeno uno spit, a parte le soste e questo ti dà il piacere di una maggiore concentrazione, sarà pur facile, ma se cadi sul facile come sul difficile sempre dura roccia incontri.
Primo tiro inizio a salire tranquillo con la canzone di Brunozzi sas in testa


"Te ne sei accorto, sì
Che parti per scalare le montagne
E poi ti fermi al primo ristorante
E non ci pensi più

Te ne sei accorto, sì
Che tutto questo rischio calcolato
Toglie il sapore pure al cioccolato
E non ti basta più....."





Trovo un cordone poi a seguire bella placca sperlonghiana, Mmm non vedo chiodi o altro, parto e come spesso mi capita quando sono tranquillo non metto nulla, dopo qualche metro arrivo a un altro cordone che da sotto non vedevo, mi giro e urlo a Noris:
"Ao!!! ho fatto un bel run out". E lui da sotto: "Che? Un ranocchio?"
A posto così,  da li in poi i ranocchiamenti ci accompagneranno per tutta la via.
"Ranocchiare",
"Ci sono bei ranocchiamenti su sta via"
"Azz qui c'è un bel ranocchiamento" nuovo termini utilizzati da noi medesimi quando su vie senza spit si allunga la distanza tra un chiodo o un qualsivoglia punto di protezione e si iniziano ad avere visioni mistiche con conseguenti invettive alla decisione di fare siffatte vie.
Tra i forti si usa dire run out.




"Lá pe se reppe"
Noi siamo burini, cioè Campagnoli della provincia romana e utilizziamo un linguaggio magari poco noto,  "reppa" è una parete ripida e faticosa, quindi possiamo tradurre la frase "eccoci su queste pareti".


Uomini inutili
Bruno Vitale e Paolo Bongianni (il tassinaro)
bellissima via con tutte le soste attrezzate a fix e uno o due chiodi per tiro, cordoni su clessidre, quindi tutta da attrezzare a friends e nuts.
Settore “La Grande Muraglia”
Sviluppo 120 m
Diff. Max 5b - R2/I
6 L
Soste attrezzate, dalla S3 possibilità di calata in doppia, 1 o due
chiodi a tiro. Utili dadi, friends e cordini.

Accesso: dalla sella del Paretone del Chiromante (Spigolo di Ferrante),
si discende circa 50 m lungo la parete della Grande Muraglia (oppure dal settore sx del Castello Invisibile si risale verso sinistra per ca. 50 m), giungendo all’attacco di alcuni monotiri, dei quali quello a sx è il primo tiro di “Be bop” (Ciato &c. 1983). Si attacca a sinistra di un pilastrino giallo a sinistra di "Be Bop", visibile un cordino a 4/5 metri da terra.

Discesa: dal ciglio sommitale traversare per macchia mediterranea e facili gradoni rocciosi verso NE, sino all’imbocco superiore della
cengia della “Fascia Superiore”, lungo la quale, per sentiero, si
ridiscende, attraverso la sella del Settore “Vermi”, al settore classico (Chiromante), e quindi alla strada.

L1: Muretto, poi placca grigia (25 m, 5b)
L2: Salire per un diedro, poi a sinistra per un spigolo.
L3: Dritti fin sotto i tetti poi a destra per un diedro.
L4: Salire per una placca grigia inclinata (ginepro), al termine
raggiungere la base di un diedro.
L5: Traversare a sinistra, poi salire un diedro fino alla base di un
pilastrino staccato.
L6: Salire il pilastrino e al termine traversare a destra, poi
raggiungere l'uscita.


1 commento:

  1. Molto molto interessante. Roba da tirar fuori subito il Camper.

    RispondiElimina