giovedì 22 giugno 2017

ALAIN GHERSEN

Personaggi, interpreti di un periodo dove l'unione di più itinerari era all'ordine del giorno ... a volte in un solo giorno!

IN VELOCITA'
Nell'estate del 1990 Alain Ghersen ha percorso in successione in sole 66 ore la Diretta Americana ai Drus, la Walker alle Grandes Jorasses e l'Integrale di Peutérey. Un grandioso itinerario, con due pareti rocciose di 700 e 1200 metri, oltre, ovviamente, all'immensa cresta di Peutérey che si sviluppa per otto chilometri, con un dislivello complessivo ( sommando salita e discesa) di 4500 metri.
Partito dai Grands Montets, Alain ha raggiunto l'attacco della Diretta Americana giovedì 2 agosto alle ore 6.45. Alla base della parete i resti di una gigantesca frana che la notte precedente ha spazzato la nord dei Drus uccidendo uno scalatore. Alain sale senza casco, alzando lo sguardo per controllare la traiettoria delle pietre che vengono giù sibilando. Al diedro di 40 metri le cose si mettono meglio. Alain, ormai, sta arrampicando in allegria; ha fatto la prima invernale in solitaria del pilastro Bonatti e conosce questa montagna alla perfezione. Verso le 10.30, quando arriva l'elicottero con il fotografo Alain è già fuori dal diedro e si è lanciato nella traversata a pendolo.
Alle 12.45, raggiunge la spalla dei Drus dove lo attende uno zaino contenente bevande e le sue scarpe da trekking. Una lunga discesa e una marcia veloce sul ghiacciaio del Leschaux. Alle 2.30 della notte è alla base dello sperone delle Grandes Jorasses.
Ma gli è impossibile trovare il diedro Rébuffat nell'oscurità, così deve attendere l'alba. Poi parte all'attacco portando con se solo qualche tavoletta di cioccolata. Alle 11.30 eccolo in vetta. << Per poco non volavo giù - sono li prime parole che rivolge all'amico Patrick che lo attende sulla cima - una presa coperta di vetrato in uno dei camini rossi, e tutto il mio corpo che si tende ... Fortuna che in solitaria faccio sempre attenzione a non caricare tutto il peso su un solo punto. Una scarica di adrenalina da non credere, non riuscivo nemmeno più a concentrarmi per andare avanti >>.
Una breve sosta, una tazza di minestra calda , poi via con il parapendio. In pochi minuti atterra a Planpincieux tra il verde dei prati e dei boschi. Alle 14.45 un'auto lo deposita agli Chalet di Peutérey e Alain in calzoncini corti sale lentamente verso la Noire. Alle 16.45 attacca la Sud e alle 21.45, mentre incalzano le ombre della sera, eccolo in cima. Una lunga fatica nella notte gelida lo conduce alle Dames Anglaises; alcune valanghe lo accompagnano fino in prossimità della Blanche di Peutérey. Una interminabile cavalcata sulla cresta di neve e di roccia ed eccolo spuntare all'una del mattino di domenica 5 agosto sulla cupola del Bianco.

Tratto da: ALP novembre 1990

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