giovedì 13 luglio 2017

UNA CRESTA SENZA FINE 1992

http://www.millet.jp/adviser/francois-damilano/

Questo è un bellissimo e importante racconto viaggio dell'alpinista Francois Damilano pubblicato anni fa sulla Rivista della Montagna nel 1992... un peccato perderlo e dimenticarlo.

Una cresta senza fine  di Francois Damilano  

PARTE UNO di NOVE

L'alpinismo è solo sogni. Da una quindicina d'anni percorro le montagne e, in particolare, quelle del massiccio del Monte Bianco. Per portarvi clienti, parenti e amici, aprire nuovi itinerari, scattare foto, preparare libri, girare film. Per una volta mi è venuta voglia di fare un viaggio, un percorso. Una lunga ascensione che abbracciasse il massiccio. Una traversata che ne misurasse l'estensione, la complessità e la ricchezza. Insomma, desideravo vivere un alpinismo felice, senza eccedere sul fronte della performance, quello dei pericoli o dei piagnistei sull'ambiente saccheggiato e sovrappopolato. Lassù, a due passi da noi, ci sono avventure realizzabili da molti, rigeneratrici per il corpo e luminose per lo spirito. E non c'è bisogno di mezzi tecnologici per creare il proprio cammino e fare il pieno di forza vitale.
Non mi interessa ricercare la velocità, né esagerare la durata della permanenza ad alta quota; è più che sufficiente il piacere di arrampicare al mio ritmo e in totale autonomia. Un ritmo senza tempi morti. Cos'è l'autonomia? Bastare a se stessi grazie a quanto si può portare nello zaino. Dunque, nessun punto di rifornimento, nessuna "alimentazione in volo". Materiale da scalata, da bivacco e cibo, tutto sulla mia schiena. La durata? Contavo di riuscire a collegare l'Aiguille des Grands Montets a Contamines in 4 giorni. Ma l'attraversata è lunga, complessa e tecnica. All'estensione, inoltre, si aggiungono i dislivelli, i cambiamenti di terreno, la difficoltà tecnica .. e soprattutto i capricci metereologici. Una bufera di rara violenza il terzo giorno, poi il cattivo tempo la vigilia dell'ultima tappa mi terranno in quota per ulteriori tre giorni.
L'itinerario segue un'immensa cresta, logica e varia: più di trenta cime fra cui la Verte, le Droites, l'Aiguille de Telèfre, l'Aiguille de Leschaux, le Grandes Jorasses, il Monte Bianco ...
innumerevoli guglie secondarie, colli, brecce ...
Non si scende mai sotto i 3500 metri di quota.

Fine parte uno di Nove.

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