martedì 28 novembre 2017

LA SCIARPA DEL PECCATORE



LA MIA SCIARPA

Noi non eravamo preparati, loro non l’avrebbero mai pensato, tutto è successo in un attimo, niente è diventato TUTTO. Io con i miei sette anni e pochi mesi pensavo solo al gioco: l’oratorio era Amicizia e spensieratezza, era quello che doveva essere. Un pomeriggio ci hanno chiamati, l’agitazione era nell’aria. Al telegiornale della sera precedente, mentre seduto composto a tavola attendevo con i miei fratelli che la mamma ci servisse la cena, ho visto volti disperati, case distrutte, polvere e macerie: era il Terremoto. Da piccolo com’ero non conoscevo il significato di “Terremoto”, l’unica cosa che tremava per me era la faccia quando prendevo delle sberle per aver combinato qualche cosa che non avrei dovuto fare.
Era maggio, l’estate molto vicina, ci radunarono nell’immenso cortile assolato ed il prete disse che dei nostri fratelli avevano bisogno d’aiuto … a casa chiesi a mia madre quanti fratelli avessi.
Per diversi giorni ho passato pomeriggi a smistare e dividere vestiti, cibi, attrezzatura. Tutto veniva ordinatamente accatastato in appositi cartoni, tutto imballato alla perfezione, tutto sotto la guida di persone adulte, tutto pronto per essere spedito in Friuli. Io ero un bambino e sarei diventato adulto parecchio tempo dopo ….mio malgrado.

Tra i vestiti, tanti, tantissimi, vidi lei: lunga e stropicciata, ma bella e unica al mio sguardo, fu un amore a prima vista, un amore per sempre. Sapevo, con i miei sette anni e poco più, che se l’avessi fatto, sarei diventato un peccatore: sottrarre ai bisognosi è ancora adesso ritenuto un peccato…almeno credo e spero.
La misi in un angolo, in disparte e continuai ad imballare un’infinità di vestiti. La sera tornai a casa con i soliti Amici. Noi non avevamo regole fisse e se ce le avessero imposte, ci sentivano talmente liberi da non rispettarle. Erano anni dove si poteva essere veramente liberi, non come ora dove la mamma porta il figlio fino al banco di sQuola!!!

Nello zainetto porta merenda c’era Lei, il mio unico amore, una sciarpa destinata ai terremotati del Friuli, donata da un buono e sottratta da un peccatore, Lei era con me, mia per sempre …
Chissà dove sarebbe finita, se sarebbe stata apprezzata, quale bambino o Mamma avrebbe riparato? chissà... Da allora ho “rubato” altra roba, sottraendola al “mercato”, a chi deve spendere per avere, ma Lei, la MIA Sciarpa è rimasta per sempre …Un giorno la regalerò a Mio Figlio, un giorno di vento e freddo, così si potrà riparare, come ha riparato me in questi 41 anni.

Un giorno, ma non ora …..

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