mercoledì 16 maggio 2018

ZINALROTHORN


D.Marchart



AVVENTURA FRA GIORNO E NOTTE     di Diether Marchart

<< Attorno a me è chiaro come il giorno, poiché la luce getta una dolce eco della luce del sole sul paesaggio come un generoso contadino che va seminando attraverso i solchi. Il sentierino si ferma proprio sulla cresta di una morena, che offre un fianco alla luce e immerge l'altro nelle ombre.
Improvvisamente mi avvolge la sensazione di aver lasciato la terra. Procedo lungo uno stretto sentiero, un sentiero privo di materia, sostenuto da luce e ombra, con innumerevoli scintillanti fili di stelle assicurati alla volte del cielo.
Presto penzola sul mio petto la vite da ghiaccio, i ramponi scricchiolano impazienti sotto i miei piedi e il liscio acciaio della piccozza si stringe nella mia mano. L'avventura del mio corpo si impadronisce di me, la coscienza di forza e fiducia in se stessi. Allo stesso tempo tuttavia anche la coscienza del mio legame con la terra, sul cui volto cammino ad ogni passo con ventiquattro aguzze punte d'acciaio.
Al margine superiore del ghiacciaio si deve procedere sulla roccia. Il ghiaccio non può mai diventare completamente amico della sorella pietra e fra questo e quella si crea una fessura, attraverso il quale spira un vento ostile. Mi protendo verso l'alto e sono per un attimo sospeso come un ponte vivente fra due mondi morti.
Ad est nasce il giorno tra rossi banchi di nuvole. Dapprima era solo un bagliore, come un delicato riverbero sulla volta di seta di una perla. Successivamente però le nuvole si orlano di nastri rosa, si adornano di fiocchi rossi per la festa del giorno. Sboccia un fiore rosso fuoco, il sole. La luna si spinge all'orizzonte come una navicella alla deriva e perduta. Sto seduto a lungo e osservo il cambio della guardia delle stelle >>.

Da "Bergkamerad luglio 1962"

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